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Luciano Canestrari

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ciao luciano sono loriano di tutto kenya, è da tempo che speravo di trovarti nel mio sito, oggi aprendo i collegamenti mi sono deciso di scriverti.
ti aspetto in chat vorrei alcune informazioni spero di sentirti presto loriano
Sept. 24

MA ciao amico.

Quanto tempo. Noi non ti abbiamo certo dimenticato. E siamo sempre speranzosi che non ci dimentichiate ne tu ne' la tua banda di allegri amici.

QUi in Kenya tutto e' tornato alla normalita'. LA pace regna nuovamente sovrana nel paese. Dai..cercate amici e parenti desiderosi di venire a visitare questo splendido paese. E magari..cercate di pensare a un vostro ritorno.

MAgari....

Un bacionissimo

Dona e i masai

Mar. 3
E ora con chi rido e mi diverto ?? Si..verranno altri turisti, faro' altri amici...ma con voi e' stato diverso. Come un conoscersi gia' da tempo.
GRazie di cuore di tutto. Per la fiducia e l'amicizia che ci avete simpaticamente regalato.
 
Vi aspettiamo ancora....e magari ci si rivede in Italia.ù
Un bacio a tutta la banda
Dona e masai da Malindi
Dec. 19
Che banda di matti che siete.
Io qui a lavorare...e voi in questo preciso istante in savana. Beati.....un po di invidia non fa mai male....ah ah ah .
Speriamo che la compagnia della vostra guida masai sia meritevole e che tutto vada come avreste voluto.
Soino ansiosa di vedervi nuovamente dietro il pc, non per non avervi tra noi (ci maancherete), ma per leggere i commenti post vacanza africana.
Intanto un grazie per averci regalato dei pieni sorrisi e momenti di grande allegria. E per aver anche insegnato a Solomon di non aver paura del mare.
Un bacio
Donatella
 
Dec. 14
Non ti conosco personalmente...almeno...fisicamente.
Anche se so chi sei e come sei (grazie al tuo sito e alle tue visite al mio).
Sento  pero' che io, il masai , tua moglie e la tua banda di amici ,passeremo una bella settimanain Kenya all'insegna dell'allegria.
Complimenti....
Donatella da Malindi
 
Nov. 8

Canestrari Luciano

Spazio per la pubblicazione di foto e descrizione di viaggi e vacanze con gli amici

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July 08

Kenya: Febbraio 2006

Mambrui -la mia prima volta -
Era il 6 febbraio 2006 quando, in partenza dall'aeroporto di Fiumicino, io e mia moglie Stefania ci accingevamo a lasciare, senza alcun rimpianto il freddo europeo per recarci ad incontrare per la prima volta il sole equatoriale del Kenya.
Avevamo prenotato on-line tramite l’agenzia lets il Villaggio Angel’s Bay, nelle vicinanze di Malindi - costo 750 Euro a testa, comprensivo di spese accessorie -. Dopo circa 8 ore di volo, comodissimo, con l’Air Italy giungiamo sull’isola di Mombasa. Le formalità doganali appaiono subito approssimative ed ho il sospetto che alcuni viaggiatori dessero, su richiesta dei poliziotti, qualche mancetta per non farsi aprire i bagagli. Al sottoscritto invece viene chiesto il valore della videocamera che portavo a mano e viene registrato sul passaporto insieme al visto d’ingresso.
Dopo circa quattro ore di bus, attraverso strade sconnesse affollate di venditori ed artigiani che lavoravano all’aperto, nonché una moltitudine di bambini che ci salutavano gridando “Jambo !!” … caprette che attraversavano la strada … galline che fuggivano spaventate, si arriva al nostro villaggio.


Il VillaggioImage
L’accoglienza del personale, quasi esclusivamente italiano, e l’impatto olfattivo e visivo di un immenso giardino fiorito riesce immediatamente a cancellare le ore di stress accumulate nel viaggio. Le camere sono essenziali, munite di aria condizionata – molto rumorosa – letti in legno massiccio protetti da zanzariere.
Durante il primo briefing con il personale italiano del villaggio si affronta subito il problema della malaria e veniamo a scoprire che nessuno dei nostri assistenti o animatori seguiva alcun tipo di profilassi. Confermando le informazioni che erano già in nostro possesso, ovvero : la profilassi farmacologia (Lariam, Malarone etc… ) rafforza le difese contro un’eventuale puntura senza però garantirne l’immunità…. Ed in moltissimi soggetti può provocare anche gravi disturbi… Quindi, pur avendo portato con noi il Lariam e vista la totale assenza di zanzare abbiamo optato per l’uso di repellenti odorosi – Autan -.


Il MareImageImage
Il mare di fronte al villaggio non è proprio accessibile alla balneazione a causa di una barriera corallina morta e deturpata, la spiaggia invece è fruibilissima, sabbia fine che, nei momenti di bassa marea, viene utilizzata dagli europei come pista per auto 4x4 che al passaggio fanno levare in volo nuvole di uccelli di tutte le specie. Mentre la popolazione locale la utilizza la mattina all’alba come scorciatoia per raggiungere il paese vicino e barattare lo Mnasi con qualche pesce (– Mnasi, vino estratto dalla palma del cocco – trasportato sulla testa dalle donne dentro contenitori di plastica gialla).
La spiaggia del villaggio, attrezzata di lettini, di bar, di inserviente/massaggiatrice è protetta dalla eventuale invadenza dei beach boys da un ascaro armato di bastone.


MalindiImageImage
Il Villaggio mette a disposizione dei clienti un servizio giornaliero di navetta per andare a Malindi, e noi ce ne siamo serviti immediatamente.
All'arrivo a Malindi, subito dopo esser scesi dal pulmino veniamo affiancati da due ragazzi locali che si offrono di farci da guida. Rifiutiamo dicendo loro che volevamo stare soli, ed alle loro insistenze sono costretto a mostrarmi fermo e dico loro di andarsene... Eco allora che uno dei due si allontana e si siede a terra in un angolo con la testa tra le mani, abbattuto e quasi piangendo dice che lui è bravo, che non ruba e che vuole solo farci compagnia. Mossi a compassione ci adattiamo ai nostri nuovi compagni e non ce ne pentiamo perchè ci accompagnano in posti che forse da soli non avremmo trovato il coraggio di visitare: delle stradine interne nella periferia dove c'era una popolazione estremamente dignitosa, misera e gentile, un mercatino locale di prodotti tipici dove si vendeva o barattava la miseria, (esempio una donna aveva solo 3 cipolle e le esponeva adagiandole in terra, un altra esponeva 4 misere zucchine seduta all'angolo della strada). Siamo andati poi in quello che loro chiamano il mercato di “porta portese” , un' insieme di baracche dove vendono oggetti dell'artigianato locale quasi essenzialmente in legno o pietra saponaria.
Mia moglie che già aveva scoperto che parecchi indigeni non disdegnavano il baratto si è divertita a comprare parecchie statuine dando loro, oltre che qualche euro, anche oggettini portati da Roma (specchietti, pettini, spazzolini, dentifrici ed altro).
Ci hanno accompagnato poi sulla riva del mare, dove un gruppo di ragazzi Kenyioti faceva il bagno. Era la prima volta che vedevamo dei bambini giocare e correre. Alla fine i due improvvisati accompagnatori ci hanno portato in un'agenzia che vendeva pacchetti per escursioni ed abbiamo organizzato, pagandolo molto poco, un safari di 2 giorni per il giorno seguente ( 120 euro a testa al lion hill's (campo tendato) nel parco dello Tsavo Es.)


Il SafariImageImage
Ci vengono a prendere alle 5,30 del mattino all'ingresso del Villaggio, prima di farci salire ci chiedono di saldare il conto (in agenzia avevamo dato solo un piccolo acconto). A Malindi si fanno varie tappe nei villaggi italiani per poter far salire gli altri partecipanti al Safari -Safari significa semplicemente viaggio-. Dopo circa due ore di di strade sterrate si giunge in prossimità dell'ingresso del parco ( ... nel parco esistono vari ingressi per pagare e, poichè l'accesso in auto è possibile solo percorrendo alcune strade al pedaggio non si sfugge! Gli animali invece sono liberi, possono entrare o uscire in quanto non esiste alcuna recinzione)
Ci fermiamo a 20 metri dall'ingresso per sgranchirci le gambe, qualcuno per fumare ed altri per usufruire dei “bagni”... Io e mia moglie vedendo scorrere un fiume nel quale troneggiava una coppia di Marabù ci accingiamo ad avvicinarci per catturare alcune immagini per il nostro filmato, immediatamente veniamo accostati dai Rangers che ci informano che, causa la presenza di coccodrilli, era pericoloso.
Si entra finalmente nel parco e si comincia a filmare gli animali in libertà, ce ne sono moltissimi... La terra in alcuni punti è completamente rossa, la polvere finissima si infila tra i vestiti ed in ogni angolo della telecamera. L'autista/guida (Sammy) è costantemente in contatto tramite il baracchino con le altre guide e si scambiano informazioni circa l'avvistamento dei “big five” che sono le prede più ambite per le nostre videocamere. Gli elefanti sono veramente tanti, le giraffe un po' di meno (a proposito giraffa si dice twige, leone simba, signore buana..... Hakuna matata significa tutto bene... , si, la lingua locale, lo Swahili è la lingua dei cartoni animati !!!).
All'interno del parco, che è grande come una regione italiana, ad ogni incrocio vengono poste delle pietre con l'indicazione della varie distanze e le direzioni delle prossime uscite. Sulla nostra auto eravamo, oltre io e mia moglie, una coppia di mezza età di Bergamo e tre amici di Latina.
Giunta l'ora del pranzo veniamo separati, l'autista accompagna la coppia di bergamo al campo tendato Ndololo, quelli di Latina Al Voi Safari Lodge e noi al Lion Hill's, l'autista Sammy resta con noi, quindi lo invitiamo al nostro tavolo e gli offriamo da bere (Nel prezzo del soggiorno le bevande sono escluse).
La tenda è posta sul terreno su una base di cemento, all'interno vi sono due aree separate, una con due letti protetti da zanzariere e due comodini, l'altra, separata dall'area notte ma all'interno della tenda è costruita in cemento e maioliche, con tre divisioni, una per il Water, una per la doccia, ed infine il lavandino. Sempre costruito su una base di cemento c'è la veranda esterna con tavolino e due sedie.
Dopo aver pranzato e fatto una breve sosta Sammy ci fa fare una nuova escursione per “catturare” ancora qualche immagine stupenda. Ma il re Leone non si è ancora visto, in compenso abbiamo filmato struzzi, bufali (migliaia) e ghepardi..
Si torna al campo e, dopo aver effettuato una cena tipica a base quasi esclusivamente vegetale, il proprietario ci ricorda che la corrente elettrica è un lusso e che normalmente dopo la cena in ogni tribù è usanza riunirsi intorno ad un braciere per trascorrere la notte, raccontandosi leggende locali o storie della tradizione, quindi gli ospiti (eravamo sette persone in quel campo, io e mia moglie, tre olandesi e due polacchi) se lo gradivano potevano restare ad ascoltare un guerriero masai che ci avrebbe illustrato le tradizioni locali. Il tutto naturalmente in lingua inglese.
Il mattino seguente, dopo aver nuovamente compattato il gruppo, la nostra guida ci informa che tramite il baracchino altre guide avevano assistito all'attacco di alcune leonesse verso un branco di bufali. Seguendo le indicazioni delle altre guide Sammy riesce a portarci sul luogo della caccia ma prima di noi c'erano già altri sei o sette pulmini. I leoni stavano sbranando la preda ormai morta ma la nostra visuale non era la migliore, Solo tramite lo zoom della telecamera riuscivo ad avere una visione discreta del pasto.
Gli amici di Latina erano muniti di fotocamere digitali che gli permettevano al massimo un ingrandimento di 4x, quindi si sono lamentati della sfortuna. La nostra guida allora ci dice di non preoccuparci e prosegue il viaggio dicendo che saremmo tornati in seguito, quando gli altri turisti avranno abbandonato la postazione; quindi dopo circa un'ora e mezza Sammy ci riporta sul posto, non c'èrano più gli altri turisti ed allora decide di abbandonare la pista (VIETATISSIMO !!) ed entrare direttamente nella savana fermando il nostro pulmino a circa 6 metri da due leonesse che proseguivano a divorare la carcassa rimanente. Rimane fermo solo una manciata di secondi per alcune foto, poi rientra immediatamente nella pista di terra battuta.
Il pomeriggio prosegue senza più grandi emozioni e dopo aver pranzato insieme nella città di Voi decidiamo di dare a Sammy una mancia di 5 Euro a coppia. 
 
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Si parte per una escursione per Watamu, piccolo paese di pescatori famoso perchè ospitò anche E. Emmingway, (ora invece ospita ville di proprietà di Briatore, Vecchioni, Ventura ed una numerosissima colonia di italiani) Appena giunti sulla spiaggia di sabbia bianchissima, tra alte palme rigogliose di cocchi veniamo abbordati da un simpaticissimo kenyota di nome “Cinquecento, per gli amici Cinque” il quale ci propone una gita sul suo dow, tipica imbarcazione ottenuta scavando in maniera assolutamente primitiva un tronco. Noi ci facciamo accompagnare col suo daw sino al termine della barriera e poi nuotiamo insieme, mentre lui scendeva in acqua per mostrarci quanche pesce palla. Il nostro autista di nome “Giuseppe piccolo uomo” si esprime in un italiano quasi perfetto e ci racconta cdi essere stato adottato da una signora italiana di Bologna che si chiama Susy Blady di turisti per caso, che gli ha pagato gli studi a Bologna.
Ogni tanto ci accorgiamo di ragazzi locali che escono dal mare una volta con una cernia, un'altra con una aragosta, con una cesta piena di pesci da frittura o con una decina di polpi. Ci preparano da mangiare cernia ed aragosta alla brace, poi si arrampicano su una palma altissima per offrirci un cocco appena raccolto.


Il Parco marino di MalindiImage
Ci vengono a prendere al Villaggio verso le ore 9 con il tuk tuk (ovvero un'Ape a tre ruote dove sono stati aggiunti due sedili posteriori per i passeggeri). Il veicolo, estremamente caratteristico, era munito di radio con altoparlanti attaccati con il nastro adesivo. Con la musica “a palla” veniamo per la prima volta in contatto con la corruzione della polizia che ad un posto di blocco viene “addomesticata” dal nostro autista con il passaggio di “qualcosa” verso le mani tese del poliziotto.
Arriviamo a Malindi e parcheggiato il tuk tuk veniamo imbarcati con altri turisti, tutti italiani, sulla barca che ci porterà a visitare il parco marino. Il mare quel giorno, seppur calmo, non sembrava affatto pulitissimo. Facciamo la prima sosta per una breve nuotata. La visibilità in acqua non superava i 7/8 metri io ho visto molti pesce sergente, altri più fortunati dicono di aver visto aragoste.
Dopo la breve sosta, si riparte costeggiando alcuni villaggi di pescatori... palme, capanne e tanta gente sempre allegra... immagini stupende... cartoline !!!
Arriviamo in un punto a circa un miglio dalla costa, l'acqua ora è limpidissima con almeno 30 metri di visibilità il fondale e quasi esclusivamente sabbioso, la profondità varia tra 50 cm e un metro.
L'imbarcazione fa una seconda sosta e cominciano a preparare il pasto a base di King Fish ed aragoste.
Mentre tutti i turisti facevano il bagno il livello dell'acqua cominciava a scendere sempre di più e dalla costa stavano arrivando alcuni venditori su di un paio di imbarcazioni locali (dow) con il loro carico souvenir di fattura artigianale.
Inevitabile a questo punto evitare la contrattazione e l'acquisto di alcuni oggettini. La marea continuava a scoprire questo atollo di sabbia bianchissima ed infine, per la soddisfazione di tutti ci servono il desideratissimo pasto.

Ultima nota prima di chiudere riguarda la corruzione. Espletate le formalitàdi imbarco mi viene consegnato il biglietto dove è scritto di recarmi al Gate 8, io riesco solo a trovare il Gate 1 e Gate 2, entrambi affollatissimi con una coda di almeno 20 minuti.
Chiedo informazioni ad un poliziotto, il quale mi dice di seguirlo... entriamo in una porta di servizio ed usciamo esattamente come primi della fila del Gate 1. Mi ha chiesto 2 euro di mancia, ma mi sono vergognato come un cane... non è mia abitudine utilizzare sotterfugi per passare avanti alla fila... chiedo scusa a tutti i passeggeri che mi avranno giudicato male.
Zucchero Watamu Malindi Kenya beach boys
July 07

Kenya : Dicembre 2006

Watamu - Marafa - Tsavo Est - Malindi

Siamo tre coppie di età  compresa tra 45 e 59 anni -. Modificati programmi, itinerari ed escursioni precedentemente organizzati per Mambrui, si parte da Roma la notte del 13 dicembre con destinazione Watamu.
All'aeroporto di Mombasa, il nostro amico Nunzio fa conoscenza diretta della corruzione della polizia di dogana che, senza tanti giri di parole chiede, senza ottenerlo, "kito kidongo" (ovvero, "qualcosina" che, tradotto in chiaro significa 5 Euro o un pacchetto di sigarette) per non aprire i bagagli.
Il trasferimento dall'aeroporto sino a Watamu, dura 2 ore e mezza, circa 120 Kilometri di strada disastrata.

MWIKALI - ZUCCHERO
Prima della partenza avevo assunto l'impegno con Francesca (una studentessa conosciuta tramite e-mail) di consegnare alla  "sua bambina" Mwikali - si legge Muikalì- un pacco di stupendi vestitini e prodotti per l'igiene personale.
Mwikali e Francesca si erano conosciute alcuni mesi prima durante una vacanza di Francesca e, la nostra connazionale, si è subito affezionata a questa bambina timida, nonostante l'oggettiva difficoltà  di comunicare verbalmente.
Si erano incontrate casualmente sulla stradina antistante l'albergo Eurotel Aquarius Beach e Francesca si è innamorata di due occhioni grandi che rimangono incantati ad ammirare le fortune di noi europei, senza comunque mai pietire elemosina.
L'impegno da me assunto per consegnare il pacco a Mwikali ha condizionato anche atre scelte, in quanto per consegnare i vestitini avevo bisogno di qualcuno che potesse condurmi in casa della piccola. Ed ecco il ruolo del nostro Beach Boy - Zucchero - che mi contatta tramite SMS già  all'arrivo a Mombasa e che si fa trovare davanti all'albergo nel momento del nostro arrivo.
Si pattuisce quindi con il nostro Beach Boy -cell. 00254735266394 e-mail jayjirah@yahoo.com - il costo delle escursioni in 230 Euro a persona, ovvero: 2 giorni di safari alllo Tsavo East con pernottamento al Voi Safari Lodge, escursione Safari Blu con grigliata di aragosta al Mida Creek, tour di Malindi, più escursione alle cucine del diavolo Marafa ed accompagnamento in casa di Mwikali

L'EUROTEL AQUARIUS BEACH
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Il primo impatto con la struttura non è entusiasmante per via dell'aspetto esteriore decisamente mal curato. Però, superato il primo impatto, con il tempo ho potuto riscontrare anche elementi estremamente positivi, come la cura per i giardini, la professionalità  del personale e la cucina italiana superiore ad ogni aspettativa.
Le camere sono spartane ma funzionali qualche formichina sui lavandini e il condizionatore troppo rumoroso non condizionano negativamente il giudizio d'insieme.
La struttura è divisa in due parti, la più interna è formata dalle camere, una piscina e il ristorante a buffet. Per raggiungere la seconda parte bisogna uscire per alcuni metri dall'albergo ed affrontare una miriade di simpatici venditori in agguato per venderti qualsiasi cosa (a me, un ragazzo di circa 20 anni voleva affittare la sorella di circa 16 naturalmente io ho sempre finto di non capire). La seconda parte della struttura alberghiera è formata da camere ancora in costruzione, una piscina un bar ed un ristorante entrambi a pagamento e da questa struttura si accede direttamente sul una spiaggia di sabbia bianchissima, palme altissime ed una moltitudine di variopinti pescatori intenti al lavoro sulle loro imbarcazioni primitive (i dow) BELLO!!  veramente bello.

Altra nota caratteristica è la presenza degli ascari muniti di bastone. Queste guardie private vengono posizionate ad ogni ingresso dell'albergo, sempre con il bastone in mano, a protezione del turista "Mzungo" (Mzungo = Uomo bianco).

WATAMU - Spiaggia, barriera corallina, le maree e il paese -
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La spiaggia di Watamu è di un colore bianco inusuale che è quasi impossibile ammirare senza occhiali da sole. E' circondata da piccoli alberghi con i caratteristici tetti in makuti e da palme altissime che riportano alla mente le immagini più belle dei paesaggi da sogno. Periodicamente la marea deposita sulla spiaggia un pò di alghe che vengono prontamente rimosse. Nelle prossimità  degli alberghi sorgono "costruzioni" rudimentali che fungono da negozio per la vendita o il baratto dei prodotti tipici dell'artigianato locale come pietra saponaria o di ogettini scolpiti nel legno.
Si può barattare di tutto a mia moglie è stato chiesta la bustina di plastica di un supermercato romano, ad Achille sono stati richiesti con insistenza i calzini che aveva ai piedi.
All'alba si possono ottenere stupende fotografie dei pescatori che rientrano con il pescato e le loro donne in paziente attesa degli uomini che hanno affrontato l'oceano dentro instabili pezzi di tronco scavato artigianalmente... e che alla fine orgogliosi del frutto del lavoro potranno sfamare la loro famiglia.
La parte viva della barriera corallina, a differenza del mar rosso, non è in prossimità  della spiaggia ma si incontra acune centinaia di metri verso il largo. Tra la spiaggia e la barriera "viva", in relazione al periodo della marea si crea un cuscinetto dove, circa mezzo metro d'acqua, appare o scompare modificando periodicamente l'intero paesaggio. Nei periodi di secca si formano alcune pozze dove si possono fotografere stupende stelle marine, conchiglie, ricci e murene bianche. Alcuni giovani kenyoti "sbarcano il lunario"accompagnando il turista Mzungo sulle pozze con le murene e le stelle marine.... e forniti di bastone, con legato sulla cima un pezzetto di pesce, riescono a far uscire dalle pozze le murene per le foto ed i filmini dei nostri connazionali.
Il paese di Watamu è poco più di un'agglomerato di baracche con una chiesa cattolica ed una moschea mussulmana, la maggiornaza della popolazione è di religione mussulmana e io non ho notato alcun segnale di intolleranza. Lungo l'unica strada asfaltata, dove le caprette si adagiano a prendere il sole, si trova il mercato di Mama Lucia per comprare cartoline, acqua o anche mezzo chilo di farina ai bambini che, dopo aver fatto confidenza, te lo chiedono con gentilezza.

Il SAFARI - Due giorni allo Tsavo East
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Come di consuetudine si parte all'alba per giungere in prossimità  del parco naturale verso le ore 9, all'ingresso dello Tsavo si effettua una breve sosta per eventuali bisogni fisiologici e si approfitta per fotografare i coccodrilli e i Marabù che vivono nel Galana River.
Entrati nel parco, l'autista delle nostra vettura fatica non poco a superare alcune pozze di fango incontrate nel percorso.
La savana è rigogliosa a causa delle piogge cadute ultimamente, ciò nonostante la polvere rossa del parco si infila dappertutto nei nostri abiti e negli angoli delle videocamere. Dal mio ultimo safari effettuato a febbraio la vegetazione è più lussureggiante ciò però svantaggia l'avvistamento dei predatori che riescono meglio a nascondersi.
Il re Leone Simba a differenza dello scorso febbraio, non ha voluto collaborare e sono riuscito a malapena ad effettuare una pessima ripresa di alcuni secondi . Gli altri animali, invece, mi hanno regalato delle splendide foto.
No mi dilungherò oltre per il safari ma voglio spendere qualche parola per il lodge, in quanto in rete non ho trovato alcuna descrizione in lingua italiana.

IL VOI SAFARI LODGE
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E' situato all'interno dello Tsavo East in prossimità dell'uscita per la città di Voi, sulla strada che collega Nairobi con Mombasa, sotto l'aspetto puramente estetico è una costruzione armoniosa di rara bellezza posta in cima ad una collinetta da dove lo sguardo spazia fino alla curvatura della terra.
Il Lodge è composto da due sale ristorante, circa 20 camere, una terrazza per l'avvistamento degli animali, una piscina e una "sala d'avvistamento" posta ai piedi della collina a pochi metri da una pozza in piena savana. Per raggiungere questa sala (protetta da sbarre d'acciaio e dove la testa del visitatore si trova alcuni centimetri oltre il livello della terra) bisogna scendere alcune scale interrate in una specie di tunnel di circa 70 metri.
Le camere sono accoglienti e pulite per quanto possibile, all'accoglienza ci chiedono di non lasciare aperte porte o finestre e ci consegnano due contromarche per la cena e per la successiva colazione.
Ci accingiamo a consumare la cena sotto un fantastico cielo stellato ma. ... la sala ristorante è circolare e il personale del lodge ci apparecchia sui bordi estremi dove si gode la vista migliore. Però, considerato che in piena savana all'imbrunire non si vedono luci accese da nessun lato dell'orizzonte non potete immaginare nemmeno lontanamente quante e quali specie di insetti si radunavano sotto la luce che illuminava il tavolo.
Terminata la cena, consumata con il piatto in mano ed a ragguardevole distanza dalle luci che attiravano ogni tipo di insetto - che sbatteva sulla lampada incandescente e cadeva in basso sul tavolo apparecchiato-, ci siamo recati nella camera per il meritato riposo, ma le sorprese non erano finite.
Nella camera del lodge due nostri amici avevano ricevuto la visita di uno o alcuni babbuini, in quanto tutto il loro vestiario era stato messo a soqquadro ed in terra rimanevano le carte di una trentina di caramelle sapientemente "sbucciate".

All'alba, come previsto scendiamo nella sala d'avvistamento. L'illuminazione del tunnel attira una enormità di insetti e sulle scale si incontrano decine di stercorari, arrivati in fondo alle scale ci troviamo sotto il livello del terreno, a pochissimi metri da un pozza per l'abbeveramento degli animali, protetti da alcune sbarre in ferro ma senza vetri, io ed Achille, armati di videocamere, cavalletti e di buone intenzioni ci siamo recati in fondo alle scale per tentare di scattare qualche foto. Abbiamo resistito all'assalto degli insetti solo una manciata di minuti, il tempo di riprendere un paio di sciacalli molto sospettosi e poi siamo fuggiti in una poco onorevole ritirata.

Questa esperienza, parzialmente negativa, viene comunque ripagata dalla bellezza del posto ed io, con le dovute avvertenze, la consiglio vivamente, non tanto per il cibo o la pulizia, ma soprattutto per la magnifica vista che si gode dall’alto della collina.

La mia precedente esperienza di pernottamento allo Tsavo East l'avevo fatta pochi mesi prima al Lion Hills e per comparazione posso dire che l'ambiente, seppur più spartano e più famigliare -si dorme in tenda - mi è ha lasciato un ricordo diverso e sicuramente più bello.

In sintesi:
1) Il posto è bellissimo e si gode di una vista magnifica.
2) l'illuminazione eccessiva e priva di protezione del ristorante all'aperto è un invito irresistibile per una moltitudine di fastidiosissimi insetti.


IL SAFARI BLU - Mida Creek
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Si parte verso le ore 8 dalla spiaggia antistante il nostro villaggio, il mare è relativamente calmo ma, causa della bassa marea noi dobbiamo recarci a piedi sino al reef dove l'onda rompe e la barca non può avvicinarsi troppo.
Dopo aver effettuato una navigazione di poche centinaia di metri, quindi proprio sottocosta avvistiamo un branco di delfini che ci accompagneranno per quasi un'ora.
Io e Nunzio indossate pinne e maschere ci siamo tuffati per giocare con questi deliziosi tursiopi che sembravano incuriositi della nostra presenza, mia moglie da sopra la barca immortalava con la videocamera questa esperienza forse irripetibile.
La navigazione procede all'interno del parco marino di Watamu dove abbiamo incontrato e fotografato molti fenicotteri rosa, una fittissima foresta di mangrovie ed infine, su di una piccola isola abbiamo consumato il pasto con gamberi, riso, aragosta e coca cola.
Per non dimenticare che eravamo nella stagione delle piccole piogge d'improvviso è iniziata una pioggia torrenziale che è durata quasi un'ora. Noi, ovvero io, Nunzio Ornella ed Achille, per nulla spaventati abbiamo accettato l'offerta di una gita in dow alla scoperta deli canali che penetrano all'interno della foresta di mangrovie.

Tutto ciò accadeva tra il 13 e il 23 dicembre 2006.


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Luciano Canestrari
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